Per quanto possa apparire impossibile questa
storia è accaduta realmente solo 5 giorni fa.
Talvolta leggiamo sui giornali articoli dove il cronista, in
rispetto alla legge sulla privacy, usa nomi fittizi per rendere
irriconoscibili i protagonisti di vicende drammatiche.
Di solito si cambiano i nomi dei minori. Questa volta c’è
la necessità di cambiare il nome ad un abitante del Territorio
di Monfalcone ammalato di mesotelioma pleurico.
La circostanza, dalle nostre parti, è tragicamente normale.
Non c’è nulla di insolito nella prassi locale e quotidiana
delle diagnosi di patologie asbesto correlate.
L’eccezionalità di questa vicenda umana sta nella
cinica e vergognosa prassi dei riconoscimenti istituzionali di
patologie che la Legge dovrebbe ampiamente tutelare.
Chiameremo questo signore Ernesto.
Ernesto ha lavorato tutta la vita in quella che ancor oggi qualcuno,
tra il mito e l’incantamento, chiama “la grande fabbrica”.
Una vita spesa tra il fumo degli elettrodi, i rumori assordanti
delle lamiere e la polvere maledetta per portare a casa “la
busta”.
Questa settimana Ernesto si è rivolto all’Associazione
esposti amianto. Aveva il fiatone: due rampe di scale e il lungo
corridoio possono essere una distanza difficile se nei tuoi polmoni
c’è quella roba là.
Ripresosi, i tratti del suo viso sono rimasti contratti in un’espressione
sospesa tra la rabbia e la sorpresa. Però si percepiva
anche la sua ansia di condividere con qualcuno la ragione che
lo aveva condotto al primo piano di San Polo.
Ernesto ha sbandierato due fogli in formato A quattro. Un foglio
per mano e un intestazione diversa su ogni foglio.
Un documento recava l’intestazione di una struttura ospedaliera
e si trattava di una convocazione per intervento chirurgico, infatti
Ernesto dovrà subire un intervento demolitivo per mesotelioma
maligno della pleura. Nell’altra mano un documento, su carta
intestata Inail, con la quale gli si comunicava che non aveva
mai subito esposizione all’amianto.
Uno dei dati certi in fatto di patologie asbesto correlate è
il nesso eziologico inconfutabile tra esposizione all’amianto
e mesotelioma della pleura.
Cosa bisogna provare dopo aver appreso di questa vicenda? Rabbia,
sdegno? Cos’altro?
Di fronte alla crudeltà inumana di questo fatto, noi non
intendiamo far altro che urlare con forza l’eredità
morale che una delle ultime vittime dell’amianto ci ha lasciato:
Noi dell’Aea non ci arrenderemo mai!
|