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L’idea di raccogliere
in un unico volume tutte le avventure dell’Alligatore
pubblicate tra il ’95 e il 2002 è stata suggerita
da molti lettori nel corso degli anni, impazienti di ritrovare
in libreria un nuovo romanzo.
In effetti sono passati un bel po’ di anni dall’ultima
inchiesta narrata nel Maestro di nodi e ora, dopo aver
trovato una storia “giusta” per Marco Buratti
e i suoi soci, posso annunciare il suo ritorno.
Nel frattempo questa raccolta (davvero completa perché
oltre ai romanzi contiene anche i racconti pubblicati
da case editrici diverse che lo vedono protagonista) offre
al lettore la possibilità di conoscere a fondo
l’Alligatore e i suoi soci Beniamino Rossini e Max
la Memoria, e le loro evoluzioni nel tempo.
Sono sempre stato convinto che i personaggi seriali non
debbano rimanere perennemente uguali a sé stessi
mentre il tempo passa e il mondo che li circonda subisce
trasformazioni profonde.
Nel caso dell’Alligatore le trasformazioni sono
quelle del ricco e “criminale” nordest italiano,
crocevia per eccellenza di traffici di ogni tipo, dove
troppo spesso si sono create commistioni tra economia
legale e illegale.
E il personaggio è stato creato e modellato in
questa prospettiva narrativa. Marco Buratti è un
investigatore senza licenza con sette anni di galera alle
spalle e anche i suoi soci provengono da esperienze “toste”.
Nulla a che vedere con gli onestissimi personaggi della
tradizione italiana, che ho ritenuto fin dall’inizio
poco adatti a sguazzare nelle paludi fangose dove sguazza
l’Alligatore a caccia della “sua” verità.
Fin dall’esordio della serie moltissimi lettori
mi hanno chiesto quanto di biografico c’era in Buratti.
In realtà molto poco anche se con il mio personaggio
condivido due grandi passioni: il blues e il calvados.
Entrambi amiamo ascoltare la “musica del diavolo”
e “bagnarci il becco” con il distillato di
sidro, con la sola differenza che l’Alligatore regge
l’alcol molto peggio del suo autore.
Infine abbiamo condiviso l’amicizia per Beniamino
Rossini, l’unico personaggio realmente
esistito. Ora ci ha lasciati ma continuerà a vivere
nelle future avventure dell’Alligatore. D’altronde
se non ci fosse lui a proteggerlo e farsi largo tra i
cattivi, mostrando i muscoli e le canne delle sue pistole,
Marco non riuscirebbe mai ad arrivare sano e salvo alla
fine del romanzo.
Massimo Carlotto
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| Cinque
romanzi, due racconti e una nuova introduzione dell’autore.
L’Alligatore è
uno dei personaggi che più profondamente hanno innovato
la scena letteraria del romanzo giallo in Italia, contribuendo
all’affermazione internazionale del noir mediterraneo.
Quando apparve nel 1995 (con il primo romanzo della serie,
La verità dell’Alligatore), fu come un fulmine
a ciel sereno: un investigatore che usciva di galera, aveva
pochissima fiducia nelle istituzioni, era ossessionato dalla
giustizia e dalla verità al punto di accettare solo
casi in cui era stato fatto un torto ai più deboli,
svolgeva le sue indagini con l’aiuto di un malavitoso
vecchio stampo e di un bizzarro “analista” d’informazioni
reduce dei movimenti politici degli anni Settanta.
Subito i lettori capirono che questo strano personaggio
non era una pittoresca invenzione per movimentare il giallo
tradizionale, bensì il soggetto necessario per raccontare
l’Italia contemporanea, il groviglio tra economia
e criminalità, le contraddizioni della giustizia
e della politica.
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