![]() |
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| L'oscura immensità
della morte recensione di Tiziana Cubeddu Apparsa sul sito della libreria Tiziano (http://www.libreriatiziano.it/) |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Siete mai saliti su un’altalena? Io sì. Da piccola. Mi piaceva moltissimo andare sull’altalena. Suuuuuuuuuu e giuuuu e suuuuuuuuuu e giuuuu e suuuuuuuuuu…… Siete mai caduti da un’altalena? Io sì. Da piccola. Suuuuuuuuuu e giuuuu e suuuuuuuuuu e giuuuu e suuuuuuuuuu e improvvisamente bonfete! …ci si ritrova per terra. Leggete l’ultimo libro di Massimo Carlotto. È una magnifica altalena per la mente, per l’anima…… a tratti su, a tratti giù e poi una svolta improvvisa e bonfete! L’anima è a terra. Schiacciata, impaurita. Lui ha scelto una architettura interessante, per il suo ultimo romanzo. Due protagonisti, due storie a confronto, raccontate in prima persona. Un io narrante doppio, uno al presente, uno al passato. Uno che narra in diretta,. con tutta la forza e la rabbia della malattia, del dolore, dell’opprimente angoscia di una vita la sua, ormai senza senso Uno che narra al passato, con tutta la forza e la rabbia della malattia, del dolore, dell’opprimente angoscia di una vita, la sua, ormai senza senso. Due vite diverse, completamente diverse. Due malattie diverse. Due dolori, due angosce. Unite tutte indissolubilmente e per sempre da un’unica tragedia che sconvolge le vite di entrambi. Silvano e Raffaello, parente delle vittime e assassino, parte civile e imputato, libero e ergastolano. Sono uniti per sempre, ed è facilissimo per me lasciarmi trasportare dalla abilità narrativa di Carlotto. Suuuuuuuuuu e giuuuu e suuuuuuuuuu e giuuuu e suuuuuuuuuu…..Il racconto si snoda, lasciandomi piena di emozioni contrastanti a ogni cambio di mano. Tutto sembra normale, sono piena di rabbia per il dolore di Silvano, sono scandalizzata, avvilita, intenerita. Le mie reazioni sono “normali”. Così pure quando Raffaello si racconta: capisco ma non giustifico, lo guardo col distacco dovuto a un pluriomicida irriducibile. Tutto sembra normale. Mi sento a posto, coinvolta al momento giusto, con le giuste emozioni, per i giusti motivi. Lo so, amore mio. Lo so. Invece no. Invece, all’improvviso, Carlotto mi spiazza completamente… suuuuuuuuuu e giuuuu e suuuuuuuuuu e giuuuu e suuuuuuuuuu….e bonfete! Cado dall’altalena, come da piccola, e mi faccio anche male. Ma come? Prima il cattivo era il cattivo e il buono era il buono, poi non più? Com’è che poi il buono diventa un mostro? Un mostro vero, molto più mostruoso del mostro accreditato, molto più feroce, più spietato, più malato. E in questo rovesciamento delle parti, e delle emozioni, mi viene da pensare: ma cosa vorrà dire? Cosa mi vuole dire? Che quello per il quale ho fatto il tifo finora, messo alle strette è molto peggio dell’ergastolano omicida? Che noi diventiamo così, noi tutti puliti, profumati, educati. Noi che non ci è mai successo nulla di grave se non un collant sfilato prima di una riunione importante, un arrosto bruciato, un soufflè sgonfio prima di andare a tavola? Noi diventiamo così, se ci toccano dentro il cuore e ci fanno male? E la scampiamo pure, perché la gente vuole che il cattivo sia cattivo sempre perché nasce per essere cattivo, e il buono sia buono sempre, perché è bello e comodo pensarlo. Questo mi vuole dire? Che c’è un riscatto, che c’è un valore, un senso aldilà dell’insensatezza? Che c’è amore dove sembra solo squallore, e viceversa squallore dove sembra esserci sconfinato eterno amore? Mi è piaciuto questo romanzo, perché mi ha spaventata. Perché dentro mi è rimasta la rabbia che aleggiava in tutto lo snodarsi del racconto e poi, all’ultima pagina, si è trasferita dentro di me. Perché mi ha stupita, mi ha disgustata. Perché mi ha fatto meditare. E odiare. Mi ha intristita. Tutte emozioni. Emozioni.
Tiziana Cubeddu
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|
||
|
|