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Nell’oscura immensità della morte.
di Alessandro Scandale
(apparso su www.vicenza.com)



Una città del Nordest, ai giorni nostri. Nel corso di una rapina, un malvivente prende in ostaggio una donna e il figlio di otto anni e li uccide. L'uomo, Raffaello Beggiato, viene condannato all'ergastolo, mentre il suo complice riesce a fuggire. Il marito della donna assassinata e padre del bambino, Stefano Contin, non si dà pace. Per quindici anni vive con l'ossessione di quella che lui chiama "l'oscura immensità della morte". Cambia vita, lascia il lavoro di successo che aveva prima della tragedia e diventa ciabattino in un supermercato, non frequenta più nessuno e va a vivere in uno squallido appartamento di periferia, dove trascorre il tempo a guardare quiz in tv o le foto dei cadaveri dei suoi cari. Un giorno Beggiato, colpito da un tumore inguaribile, chiede la grazia e quindi necessariamente il perdono di Stefano. Ma quest'ultimo ha in mente solo la vendetta e architetta un piano machiavellico per portarla a esecuzione. Dove risiede veramente il male? Nel gesto irresponsabile di un omicida facilmente pronto a dimenticare la sua colpa o nell'ossessione di una vendetta capace di rivelare i lati più torbidi delle vittime?
La copertina del libro
Dei due uomini protagonisti di questo romanzo, il colpevole e l'offeso, qual è il peggiore? Ed è più terribile la pena scontata a vita in carcere, con i rimorsi, la solitudine e le continue umiliazioni, oppure il castigo toccato alle vittime delle azioni criminali, la disperazione per aver perso i propri cari, che neppure la punizione dei responsabili può alleviare?

Massimo Carlotto (sulla cui incredibile vicenda di vita e giudiziaria abbiamo di recente ammirato il bel film Il fuggiasco, per la regia di Massimo Manni) affronta le questioni fondamentali della natura umana con lo stile asciutto che ne ha fatto un esempio unico nel panorama letterario italiano. Il ritmo dell'azione è serrato, i dialoghi e le riflessioni scarni ma essenziali. Non c'è traccia di verbosità o di sentimentalismo, ma neppure di violenza gratuita o di desiderio di scandalizzare. C'è una visione del mondo che può sembrare spietata, ma che è semplicemente onesta, e c'è un'arte vera, rara, fatta di coraggio, immaginazione, ritmo e potenza espressiva.

L'oscura immensità della morte è un romanzo bello, crudo e realistico, che ben poco, o nulla, concede al buonismo e che ci rimanda un quadro a tratti desolato delle conseguenze del male e del crimine per le nostre vite. Chiudendo l'ultima pagina, la sensazione, amara, è di aver letto una fiction che potrebbe essere la realtà di chiunque, in qualsiasi momento. E le domande, cruciali, affollano la nostra mente.

Massimo Carlotto è uno dei maggiori autori europei di gialli, in particolare di quel genere noir mediterraneo che individua in questa area un centro di scontro criminale e politico. La serie dell'Alligatore comprende: La verità dell'Alligatore, Il mistero di Mangiabarche, Nessuna cortesia all'uscita, Il corriere colombiano e Il maestro di nodi. Le Edizioni e/o hanno anche pubblicato i suoi due romanzi-reportage: Il fuggiasco e Le irregolari. E in seguito il romanzo noir Arrivederci amore, ciao. Massimo Carlotto è nato a Padova nel 1956 e vive a Cagliari. Ha vinto numerosi premi letterari ed è stato tradotto in vari paesi. Da alcune sue opere sono in corso di realizzazione dei film.

Alessandro Scandale

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