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- L'OPERA IN GENERALE -

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Massimo Carlotto: tra autobiografia, «reportage» e «noir»
(segue da pagina 1 )

Con "La verità dell'alligatore"186 egli inaugura, infatti, una serie di noir che coniugano insieme fantasia e realtà, avventura e senso del tempo vissuto, per «raccontare veramente come stanno le cose nelle ricche società occidentali, laddove, come scrissero cinquant'anni fa Horkheimer e Adorno, i rackets illegali e quelli legali si confondono, e la faccia dell'assassino e quella del governatore hanno gli stessi lineamenti».187 Evidenti i legami con la tradizione del romanzo poliziesco di Hammett e di Chandler (Il grande sonno è una frequente citazione assieme ai film di genere),188 ma anche con quella italiana, per la scrittura ironica e distaccata con cui fa emergere le dimensioni meschine della nostra provincia, l'attenzione per le periferie e per i personaggi marginali.

Quando la vidi entrare, tailleur costoso e borsa rigida da professionista, capii subito che mi sarei perso parte del concerto di Cooper Terry che stava iniziando in quel momento.
Solo il chiarore fioca irradiato dai tubi fluorescenti delle pubblicità delle varie marche di birra illuminava l'interno del locale in cui mi trovavo - il Noisebar Banale - uno scantinato trasformato nel club più frequentato di Padova, situato al Portello, quella zona della città un tempo gagliardo quartiere di malaffare, oggi popoloso rifugio-dormitorio per universitari fuori sede: ogni cinque portoni una pizzeria al trancio, dopo dieci una lavanderia a gettoni e ovunque cumuli di biciclette arrugginite, incatenate ai pali della segnaletica stradale.
Detesto che qualcuno mi disturbi mentre ascolto del buon blues, ma allora capitava piuttosto di frequente. Tutti sapevano che fare il giro dei locali era l'unico modo per trovarmi: il mio nome non appariva sulla guida telefonica e nessuno conosceva il mio indirizzo. (VDA, 7)

Così si presenta Marco Buratti, un investigatore che si è guadagnato la stima dei malavitosi scontando sette anni di galera per una condanna ingiusta, senza cedere alle lusinghe della riduzione di pena. Un «irriducibile» che un tempo faceva il cantante in un gruppo rock, gli «Old Red Alligators» da cui ha ripreso quel soprannome di «Alligatore» che sa di palude, ma anche di morso micidiale: non canta più, ma è rimasto un fanatico appassionato del blues che gli ha intaccato l'anima ed è il suo principale nutrimento e sostegno. Odia le armi, beve molto ed esclusivamente «calvadòs», In ricordo di una donna perduta in Francia, e sta sempre dalla parte dei perdenti per soddisfare un insaziabile, ossessivo, bisogno di giustizia che nasce dal trauma dell'ingiustizia subita.

I suoi metodi e le sue alleanze sono poco ortodossi e ne fanno un detective "sui generis" che ha qualche innegabile consonanza con Phiipe Marlowe, il suo whisky, il suo cuore freddo e il suo odio per i compromessi, anche se l'Alligatore non cerca la verità dentro la lotta perenne tra il bene e il male. Molto più espliciti e riconoscibili sono infatti i riferimenti e le citazioni presi in prestito dalla storia vera di Carlotto, a partire dalla città dove è ambientata la vicenda.

La donna elegante che io ha rintracciato al Banale è un avvocato difensore preoccupata per la scomparsa del suo cliente, Alberto Magagnin che, nonostante si proclami innocente, sta scontando una pena a diciotto anni di reclusione per l'omicidio di una donna e gode attualmente di un regime di semilibertà.

L'Alligatore accetta l'incarico di rintracciare il "fuggiasco" e si fa aiutare nelle indagini da Beniamino Rossini, noto nell'ambiente come «il vecchio Rossini», personaggio simbolo della malavita milanese, specializzato in rapine a furgoni portavalori, conosciuto dietro le sbarre dell'isola di Pianosa: un vero duro, cinquant'anni ben portati e un fisico «alla Moser», baffetti alla Xavier Cugat, elegante, romantico, perennemente abbronzato. Fedele al rigido codice d'onore della mafia d'antan ormai in estinzione, disgustato dalla nuova malavita degli spacciatori, egli si è ritirato definitivamente a Punta Sabbioni dove pratica il contrabbando con la vicina Dalmazia. Insieme costituiscono una coppia stravagante, ma imbattibile, quando si tratta di sbrogliare intricate matasse.

Dopo un secondo omicidio, di cui si accusa sempre il povero Magagnin, essi cercano informazioni battendo i bassifondi della città tra spacciatori, tossici e coatti, incontrando strani personaggi legati all'estremismo di sinistra come «Max la memoria» che ha un intero archivio di controinformazione costruito negli anni Settanta, ex brigatisti come Camillo Piron detto il Colonnello, una donna esperta di terrorismo culturale che si nasconde sotto il «multiple name» di Luther Blisset, ma anche analizzando, con l'acume sorvegliato degli esperti, le perizie anatomopatologiche e tossicologiche compiute sui cadaveri. 189

I metodi utilizzati per scoprire la verità non saranno sempre ortodossi e, alla fine, decideranno di servirsi del potere amplificativo dei mass media, fornendo il materiale di prima mano per gli articoli di un coraggioso giornalista, smascherando così un delitto che sembrava perfetto proprio perché un innocente era stato accusato al posto dei colpevoli.
Con un movimento di ostentata verticalizzazione, dal basso verso l'alto, la pista tenderà a salire tutti i gradini della buona borghesia padovana dove il ricatto e la corruzione è norma di vita; avvocati, medici legali, industriali passati indenni attraverso gli scandali, prostitute di lusso, cocaina e hardcore, associazioni e club esclusivi, il più importante dei quali è quello dei Cavalieri dell'ordine di santa Costanza:

Con la benedizione e la copertura, penso inconsapevole, di una parte del clero, questa struttura in realtà raccoglie tutto il marcio di questa città - da vecchi arnesi fascisti implicati in Gladio e varie trame nere, a esponenti corrotti del mondo politico, finanziario, giudiziario, militare - ed è a sua volta trasversale ad altre strutture, lobby o logge massoniche, anche estere.(VDA, 154)

Quando la trappola scatterà, dopo una lunga sequenza di morti e delitti, i due amici saranno costretti ad emigrare in Francia per sottrarsi alla vendetta dell'apparato politico ed economico messo sotto accusa. "Everyday I bave the blues" cantata dalla voce inconfondibile di B.B. King fa da sottofondo musicale alloro viaggio e a una pagina ritmata e vibrante di malinconia.

Sarà ancora un raro disco di blues del 1956, "Last session di Blind Willie McTell", ricevuto in regalo al momento della fuga a Parigi, da un misterioso cliente che vive in Sardegna, a preannunciare, con un procedimento seriale, a incastro, la seconda avventura dell'Alligatore, Il mistero di mangiabarche.190

 


186 Roma, Edizioni e/o, 1995. Le citazioni nel testo con la sigla VDA

187 G. DE CATALDO, Sul profondo Nord sangue nero, «La Gazzetta del Mezzogiorno», 26/11/1995.

188 Cfr. il saggio fondamentale di E. CHANDLER, La semplice arte del delitto, a cura di O. DEL BUONO, Milano, Feltrinelli, 1980. Importanti ricerche sono: TH. NARCEJAC, Il romanzo poliziesco, Milano Garzanti, 1977; La trama del delitto. Teoria e analisi del racconto poliziesco, a cura di E. CREMANTE e L. RAMBELLI, Parma, Pratiche, 1980; I. CROTn, La «detenction» della scrittura. Modello poliziesco ed attualizzazioni allotropiche nel romanzo del novecento, Padova, Antenore, 1983; 5. KRACAUER, Il romanzo poliziesco, Roma, Editori Riuniti, 1984; R. BARBOLINI, Il detective sublime. Sul romanzo poliziesco, Roma, Theoria, 1988, A. PIETROPAOLI, Ai confini del giallo. Teoria e analisi della narrativa gialla ed esogialla, Napoli, Esi, 1986, B. BINI, Il poliziesco, in Letteratura italiana, Storia e geografiniia. L'età contemporanea, vol. III, Torino, Einaudi, 1989, pp. 997-1026 (con ricca bibliografia). Cfr. inoltre AA.vv, Il romanzo poliziesco italiano da Gadda al Gruppo 13, a cura di M.H. CASPAR, «Narrativa» (Université Paris X, Centre de Recherches Italiennes), 1992, n. 2 e Nero italiano, in Altre storie. Inventario della nuova narrativa italiana fra anni '80 e '90, a cura di R. CARDONE, E GALATO, E PANZERI, Milano, Marcos y Marcos, 1996, pp. 141-149.

189 Si veda, per esempio la ricostruzione della perizia sbagliata sulle macchie di sangue trovate addosso al presunto assassino (VDA, 118).

190 Roma, Edizioni e/o, 1997. Il romanzo contiene nella prima parte una specie di riassunto della puntata precedente, in cui ripresenta i protagonisti, così come farà nel successivo libro della serie. Le citazioni nel testo con la sigla MMB.


 

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