Proprio nei giorni in
cui Greenpeace svela a tutto il mondo i meccanismi assurdi
attraverso i quali si muove il
traffico illegale di rifiuti elettronici tra il Nord
e il Sud del mondo, esce L’albero dei microchip,
il nuovo noir d'ecomafia per la collana VerdeNero firmato
da Carlotto e Abate.
Due trame che si dividono tra Liberia
e Italia. Da una parte la storia di Kimmie Dou, militare
Onu che indaga su un traffico internazionale di armi e
dall’altra quella di Matteo, un bambino autistico
con la passione per l’informatica.
Le due vicende troveranno un nesso
logico proprio nel traffico di rifiuti elettronici che
si dipana tra l’Italia e il paese africano. L’albero
dei microchip, di Massimo Carlotto e
Francesco Abate, è stato scritto
in collaborazione con Michele Ledda,
Marcella Catignani , Andrea Melis,
e Piergiorgio Pulisci del collettivo
Mama Sabot. Lo trovate in tutte le librerie o altrimenti
sul sito di VerdeNero da domani 25 Febbraio.
Trama:
Liberia, Africa occidentale. Kimmie Dou, militare Onu,
indaga su un traffico internazionale di armi legato all’esportazione
illegale di diamanti. Dopo un lungo appostamento al porto
di Monrovia, lui e i suoi uomini individuano un carico
sospetto in arrivo dall’Italia. Nessuno poteva immaginare
cosa si nascondesse nel ventre di quella nave.
Piemonte, Italia. Matteo è un
bambino autistico con la passione per l’informatica.
La sua malattia lo espone agli scherzi dei compagni di
scuola: gli fanno credere che nel campo dove giocano a
calcio crescono i computer. In realtà, il campo
è una discarica abusiva di rifiuti elettronici.
Il caso viene affidato al capitano della Finanza Nicola
Einaudi. Quale trama perversa porterà le due indagini
a intrecciarsi? Cosa lega i diamanti e le armi agli smaltimenti
illegali?
L’albero dei microchip è
un viaggio nei meandri più oscuri della politica
e della criminalità internazionale, un romanzo
inchiesta appassionato, commovente e incalzante.
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