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Farebbe pensare a una provocazione con un retrogusto di feroce cinismo
il sottotitolo del romanzo di Massimo Carlotto LE IRREGOLARI. Sulla copertina
rossa sangue del libro si legge infatti:<< Buenos Aires Horror Tour >>.
Ma basta addentrarsi un po' nella lettura per rendersi conto che l'indicazione
editoriale si ferma alla superficie. In realtà, si tratta di un libro
di valore che nella forma agile del racconto ricostruisce minuziosamente
la tragedia della dittatura argentina e lo sterminio perpetrato dai militari
per distruggere ogni forma di opposizione.
E tra le pieghe di questo doloroso e inarrestabile racconto, tenuto insieme da un espediente narrativo autobiografico (la ricerca delle tracce lasciate in Argentina da un nonno anarchico e antifascista, emigrato in Sud Aamerica agli inizi del secolo), Carlotto trova il modo di ricostruire punto per punto i metodi repressivi della desaparecion argentina e, sul versante opposto, di riportare le straordinarie battaglie contro la dittatura condotte dalle cosiddette "irregolari", le donne argentine che non si sono rassegnate al silenzio e che ancora oggi continuano a chiedere a un governo che si dice "democratico" la verità sulle persone scomparse non solo tra gli anni 50 e 70 ma anche in tempi recenti, quando ormai di dittatura ufficialmente non si parlava più. L'io narrante le incontra durante questo suo viaggio, tra una sosta in un albergo di terza categoria e i ripetuti vagabondaggi nel ventre di Buenos Aires a bordo di un disperato autobus della memoria che ogni giorno ripercorre gli stessi itinerari per tenere vivo il ricordo degli assassinati dal regime. E di ogni donna impegnata nelle associazioni delle Nonne e delle Madri o fotografata durante una dimostrazione per i diritti umani in Plaza de Mayo, Carlotto traccia in poche righe un folgorante ritratto, senza retorica ne mette in luce la determinazione, la dolcezza e il coraggio rivoluzionario nel non cercare "soltanto giustizia per i propri morti ma anche per i vivi oppressi e sfruttati". Ma scendendo nelle piazze dove confluisce la protesta delle madri dei desaparecidos argentini, degli zapatisti Marcos, dei Sem Terra e dei minatori boliviani e dove a volte s'incontrano striscioni che confusamente recano l'immagine di Evita accanto a quella di Che Guevara, Carlotto mette a nudo anche altri aspetti della vicenda argentina che non sempre la storia ufficiale sottolinea a sufficienza. Svela le coperture internazionali di cui i generali del regime hanno goduto continuando, indisturbati, a fare affari con l'Urss, con gli Usa non meno che con il governo italiano che si è impegnato in imprese faraoniche Oltreoceano. Denuncia senza mezzi termini la collusione che la chiesa argentina ha avuto con la dittatura raccontando di personaggi come monsignor Plaza che faceva da mediatore per i riscatti o del nunzio apostolico Pio Laghi, compagno di partite a tennis del piduista ammiraglio Emilio Eduardo Massera, che - racconta una madre a Carlotto - "confortava gli assassini e li incitava a uccidere". |
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