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Karl Guillen

 

La pubblicazione di questo libro da parte dell'Associazione editoriale umanista "Multimage" si inquadra nella campagna di solidarietà che vorrebbe consentire all'autore di sostenere le spese legali, coś da poter fare ricorso contro un processo che lo ha ingiustamente condannato alla pena di morte (poi commutata in carcere a vita).
Ma tutto cị costituisce anche una campagna per la giustizia e i diritti umani negli Stati Uniti di cui vuol farsi promotore, in piccolo, anche il nostro sito. Insieme, per fortuna, a molte altre associazioni, gruppi e singole persone che si battono per il prossimo. Tutte le informazioni sulla campagna le trovate sui siti:

http://www.pegacity.it/cultura/sistampi/karl/(tutte le informazioni)
http://go.to/comitatoperkarl (sito di appoggio a Karl)
http://www.umanisti.it/multimage/ (casa editrice del libro)

 

...Prefazione de "IL TRITACARNE" di Massimo Carlotto:
I secondini del carcere di Florence hanno spezzato le dita della mano destra di Karl Louis Guillen per impedirgli di scrivere questo libro. Per un anno e mezzo la direzione dello stesso Istituto gli ha sequestrato la macchina da scrivere. Per tre lunghi anni appunti e manoscritti sono stati puntualmente distrutti nel corso di innumerevoli perquisizioni arbitrarie e condotte con metodi assolutamente illegali.

Guillen, murato vivo in una sezione di isolamento, e' riuscito ugualmente a terminare il dattiloscritto e a farlo uscire dal carcere.

Guillen lo analizza in tutti i suoi aspetti e svela gli scandalosi meccanismi economici che lo regolano. In Arizona (e in molti altri stati) la giustizia e' un grande business.
Politici, poliziotti e giudici si danno un gran daffare per procurare uomini e donne per la grande fabbrica della prigione. Ovviamente non si tratta di persone in grado di pagarsi un avvocato decente ma appartenenti a ceti marginali o minoranze etniche come l'indigente mezzosangue Cherokee Karl Louis Guillen.
Il sistema investigativo-processuale si basa quasi esclusivamente sulla concessione di benefici ai collaboratori in grado di accusare altre persone. Su queste premesse Guillen e' stato condannato a una lunga pena detentiva per le dichiarazioni di un pluripregiudicato che lo ha accusato di "aver pensato di commettere un crimine". I reati che hanno portato Guillen in carcere sono semplicemente inesistenti. Ma se Guillen oggi rischia la pena di morte e' per essersi sottratto alla logica della delazione e per aver sfidato il sistema giudiziario dell'Arizona cercando di far valere i propri diritti alla difesa. Guillen e' stato accusato di aver ucciso un detenuto il 15 agosto del '93 nella sala mensa durante una rissa. In realta' e' vittima di una trappola organizzata dall'Unita' Speciale d'Intervento, sezione informazione e sicurezza, vale a dire la struttura che si occupa della rete di spie all'interno dei carceri.

La violenza tra detenuti, tra le gang e quella a sfondo razziale sono fomentate e gestite dalle guardie e dalla direzione degli istituti di pena. Servono a mantenere le strutture in perenne stato di allerta e a regime di massima sicurezza, oltre che a spingere i detenuti piu' deboli a collaborare in "ogni modo" e a ottenere continue sovvenzioni statali per le gratifiche del personale. Non a caso il Dipartimento Correzionale dell'Arizona occupa la maggior parte degli impiegati statali. Nel bilancio dello stato e' la voce piu' consistente: 400 milioni di dollari annui. Una cifra da capogiro. Eppure i detenuti soffrono la fame: la loro dieta non supera le duemilaottocento calorie giornaliere.

Un detenuto in isolamento e' quotato cinquantamila dollari all'anno ed esperti superpagati si affrettano a diagnosticare "disordini antisociali" per allungare pene ed esagerare livelli di pericolosita' come e' successo a Guillen che si e' visto affiliare d'ufficio alla gang della Supremazia Bianca, considerato un "gruppo di minaccia della sicurezza", nonostante la sua origine Cherokee. Questo libro e' un atto d'accusa preciso, circonstanziato e di grande valore probatorio per difendere la causa di Karl Louis Guillen. Un uomo coraggioso, con un grande senso della solidarieta', a cui sono negati da anni i piu' elementari diritti umani. Possiamo salvargli la vita solo facendo sentire la nostra voce. Non solo per chiedere clemenza. Karl e' un uomo innocente e attraverso il suo libro conosciamo gli errori, le falsita', le reticenze e i nomi dei responsabili della sua allucinante odissea processuale e carceraria.

Karl ha bisogno di essere sostenuto nella sua battaglia contro "Il tritacarne", un sistema inumano, immorale e corrotto. Salviamo la vita a Karl Louis Guillen restituendolo a una vita dignitosa.
Un atto di Giustizia. Nulla di piu'.

Clicca qui per leggere la splendida poesia scritta da Karl alla fine del suo libro!

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