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1- L'IDEA:
Gli Old Red Alligators sono
nati come sabotatori.
L'intera storia degli O.R.A.,
intesa come storia di un movimento, o di una associazione, o anche
solo come insieme di accadimenti legati da quella sigla, è anch'essa
una trappola, un buco coperto di frasche nel quale precipiterebbe
chiunque vi si avvicinasse con una mente pesante.
Il solo fatto che gli O.R.A.
sono ancora in grado di creare interesse attorno a loro è il frutto
di una deliberata volontà di operare come un virus culturale, qualcosa
che possa lasciarsi risucchiare dall'amniosi che tutti ci contiene,
per poi, ormai dentro, creare destabilizzazione e imbarazzo.
Si è trattato sostanzialmente di un buffo corto circuito, che può
essere raccontato soltanto accerchiando il buco nero, e avvicinandocisi
con grande cautela.
Si potrebbe, tanto per darsi una partenza, parlare del come ci si
è conosciuti, Massimo Carlotto,
Donata Guerra ed io,
e poi di come Massimo abbia
introdotto Beniamino
Rossini.
Già questi due temi richiederebbero molti altri passi indietro,
nel senso che se è vero che ciascuno ha la propria storia, quelle
di Massimo Carlotto e di
Beniamino
sono sproporzionate rispetto alla media, e non è stata cosa da poco
per loro due l'essersi conosciuti in un carcere, provenendo da direzioni
del tutto differenti.
Massimo Carlotto potrebbe essere
definito un caso giudiziario vivente, e invece Beniamino
potrebbe essere un grande esempio di come si possa attraversare
un'intera esistenza quasi tutta da fuorilegge, conservandosi gentili,
affabili, entusiasti della vita e sempre ben disposti verso il prossimo
(sto parlando solo di quelli che non gli pestano i coglioni, ovviamente).
Ho scritto "potrebbe" in entrambi i casi perché non credo che sia
indispensabile, e nemmeno utile, definire per forza le persone in
poche parole.
Donata Guerra ed io
ci siamo conosciuti in quanto mossi direttamente dalla forza del
Grande Amore, che ci ha uniti pure se diversi in quasi tutto, e
per di più anche di sesso opposto. Donata si stava laureando in
giurisprudenza, all'epoca, e quindi che c'era di meglio che portarmi
ad un convegno sull'errore giudiziario e sulla riforma del Codice
di Procedura Penale? In quell'occasione femmo (scritto proprio "femmo")
conoscenza diretta con Massimo Carlotto,
nel pieno della sua battaglia, e per noi due fu naturale aiutarlo,
per quanto ci era possibile. Nacque una grande amicizia, ed è questo
a mio avviso il punto in cui ci si comincia ad avvicinare al fenomeno
degli O.R.A., che di quella
amicizia è stato probabilmente il frutto abnorme. Anche nelle battaglie
giudiziarie più aspre, anche in quelle in cui ai momenti roventi
si succedono le catastrofi irreparabili, i tonfi ed i colpi di scena
più clamorosi, anche in quelle battaglie, incredibilmente, ci sono
tempi morti, brevi pause in cui non ci sono udienze, né firme da
raccogliere o avvocati con cui pianificare.
L'idea degli O.R.A. è sbocciata
un poco alla volta, durante quelle soste, che ristoravano gli animi
come tante oasi nel deserto della dura sopravvivenza.
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