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CURIOSITA'


O.R.A. (1)

La vera storia degli
Old Red Alligators
nella versione di Massimo Salvagnini
1 - L'IDEA
2 -IL CONGRESSO "MONDIALE"
3 - L'APOTEOSI FINALE
LE PROVE:
Documenti & Immagini
(DOVE POSSIBILE, CLICCARE PER APPROFONDIRE...)
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1- L'IDEA:

Gli Old Red Alligators sono nati come sabotatori.
L'intera storia degli O.R.A., intesa come storia di un movimento, o di una associazione, o anche solo come insieme di accadimenti legati da quella sigla, è anch'essa una trappola, un buco coperto di frasche nel quale precipiterebbe chiunque vi si avvicinasse con una mente pesante.
Il solo fatto che gli O.R.A. sono ancora in grado di creare interesse attorno a loro è il frutto di una deliberata volontà di operare come un virus culturale, qualcosa che possa lasciarsi risucchiare dall'amniosi che tutti ci contiene, per poi, ormai dentro, creare destabilizzazione e imbarazzo.
Si è trattato sostanzialmente di un buffo corto circuito, che può essere raccontato soltanto accerchiando il buco nero, e avvicinandocisi con grande cautela.
Si potrebbe, tanto per darsi una partenza, parlare del come ci si è conosciuti, Massimo Carlotto, Donata Guerra ed io, e poi di come Massimo abbia introdotto Beniamino Rossini.
Già questi due temi richiederebbero molti altri passi indietro, nel senso che se è vero che ciascuno ha la propria storia, quelle di Massimo Carlotto e di Beniamino sono sproporzionate rispetto alla media, e non è stata cosa da poco per loro due l'essersi conosciuti in un carcere, provenendo da direzioni del tutto differenti.
Massimo Carlotto
potrebbe essere definito un caso giudiziario vivente, e invece Beniamino potrebbe essere un grande esempio di come si possa attraversare un'intera esistenza quasi tutta da fuorilegge, conservandosi gentili, affabili, entusiasti della vita e sempre ben disposti verso il prossimo (sto parlando solo di quelli che non gli pestano i coglioni, ovviamente).
Ho scritto "potrebbe" in entrambi i casi perché non credo che sia indispensabile, e nemmeno utile, definire per forza le persone in poche parole.
Donata Guerra ed io ci siamo conosciuti in quanto mossi direttamente dalla forza del Grande Amore, che ci ha uniti pure se diversi in quasi tutto, e per di più anche di sesso opposto. Donata si stava laureando in giurisprudenza, all'epoca, e quindi che c'era di meglio che portarmi ad un convegno sull'errore giudiziario e sulla riforma del Codice di Procedura Penale? In quell'occasione femmo (scritto proprio "femmo") conoscenza diretta con Massimo Carlotto, nel pieno della sua battaglia, e per noi due fu naturale aiutarlo, per quanto ci era possibile. Nacque una grande amicizia, ed è questo a mio avviso il punto in cui ci si comincia ad avvicinare al fenomeno degli O.R.A., che di quella amicizia è stato probabilmente il frutto abnorme. Anche nelle battaglie giudiziarie più aspre, anche in quelle in cui ai momenti roventi si succedono le catastrofi irreparabili, i tonfi ed i colpi di scena più clamorosi, anche in quelle battaglie, incredibilmente, ci sono tempi morti, brevi pause in cui non ci sono udienze, né firme da raccogliere o avvocati con cui pianificare.
L'idea degli O.R.A. è sbocciata un poco alla volta, durante quelle soste, che ristoravano gli animi come tante oasi nel deserto della dura sopravvivenza.


Massimo Salvagnini




Massimo Carlotto




Donata Guerra





Beniamino Rossini
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