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Non ha né cuore né anima.
Non ha alcun sentimento.
È solo un fascio di ossa, nervi e sangue. Possiede una spietata semplicità
nell'ammazzare le persone come fossero pupazzi d'un luna park.
Latitante da anni per una condanna all'ergastolo ha girato il mondo in
continua fuga arrivando perfino a legarsi a un gruppo di guerriglieri
in America Latina. Duro come un diamante grezzo, traditore all'occorrenza
ora è in Italia nel tentativo di rifarsi una vita. Uccide quelli che pensa
possano essergli d'impaccio e organizza insieme con un funzionario della
Digos una rapina miliardaria. Per fare il salto di qualità gli occorrono
parecchi soldi.
È questo il personaggio del nuovo libro di Massimo Carlotto, già autore
apprezzato per i suoi precedenti romanzi tutti intrisi d'un giusto pessimismo
su una certa realtà italiana marcia che è tra noi. È un noir di puro stampo
americano per la freddezza di molte scene, per la travolgente rapidità
con la quale si svolgono le azioni, per la truculenza della storia. È
stato paragonato Carlotto a un James Ellroy italiano, meglio secondo noi
ad Andrew Vachs, ancora più feroce.
Tanti gli accadimenti e ogni pagina è come un calcio in pieno petto perciò
è arduo riassumere la vorticosa trama. S'inventa da prima cameriere in
un night fasullo per diventarne poi il proprietario con l'aiuto d'un avvocato
scaltro e corrotto e via di questo passo. Che c'entra il titolo, che sembra
quello d'un romanzo rosa, con tutto ciò? Lasciamo al lettore di scoprirlo
nelle ultime righe.
Edmondo Dietrich
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