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Quella spietata semplicita' nell'uccidere le persone
di Edmondo Dietrich ( apparso su Repubblica del 05 Marzo 2001)



Non ha né cuore né anima.
Non ha alcun sentimento.
È solo un fascio di ossa, nervi e sangue. Possiede una spietata semplicità nell'ammazzare le persone come fossero pupazzi d'un luna park.
Latitante da anni per una condanna all'ergastolo ha girato il mondo in continua fuga arrivando perfino a legarsi a un gruppo di guerriglieri in America Latina. Duro come un diamante grezzo, traditore all'occorrenza ora è in Italia nel tentativo di rifarsi una vita. Uccide quelli che pensa possano essergli d'impaccio e organizza insieme con un funzionario della Digos una rapina miliardaria. Per fare il salto di qualità gli occorrono parecchi soldi.

È questo il personaggio del nuovo libro di Massimo Carlotto, già autore apprezzato per i suoi precedenti romanzi tutti intrisi d'un giusto pessimismo su una certa realtà italiana marcia che è tra noi. È un noir di puro stampo americano per la freddezza di molte scene, per la travolgente rapidità con la quale si svolgono le azioni, per la truculenza della storia. È stato paragonato Carlotto a un James Ellroy italiano, meglio secondo noi ad Andrew Vachs, ancora più feroce.
Tanti gli accadimenti e ogni pagina è come un calcio in pieno petto perciò è arduo riassumere la vorticosa trama. S'inventa da prima cameriere in un night fasullo per diventarne poi il proprietario con l'aiuto d'un avvocato scaltro e corrotto e via di questo passo. Che c'entra il titolo, che sembra quello d'un romanzo rosa, con tutto ciò? Lasciamo al lettore di scoprirlo nelle ultime righe.

Edmondo Dietrich

 
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