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Articolo di Claudia Bonadonna |
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La storia del movimento e della mia generazione è estremamente complessa. In ogni romanzo introduco sempre degli elementi di riflessione perché fa parte della mia vita e n ho sempre rivendicato, con fierezza, l'appartenenza. In Arrivederci amore ciao, ho voluto raccontare la strategia dei ricatti all'interno dei grandi processi alle organizzazioni armate, che ha permesso a un certo numero di furbi di evitare la galera. Il meccanismo era semplice: in cambio del silenzio, i cosiddetti irriducibili, soprattutto quelli con diversi ergastoli sulle spalle, i addossavano colpe non loro. Una vera aberrazione umana, politica e giuridica. Tipica comunque del nostro sistema giudiziario che ha sempre affrontato le emergenze sulla terreno della trattativa. Terrorismo, mafia, tangentopoli. Il mio rapporto con il passato è di memoria e non di disillusione. Preferisco raccontare verità scomode che nascondere lo sporco sotto il tappeto. Pellegrini è spinto da un bruciante desiderio di normalità, che raggiunge al prezzo di trasformazioni onerose e senza scrupoli. Una metafora (estrema) del qualunquismo italiano? No. In realtà si tratta della nuova strategia criminale che impone di uscire dal mondo della marginalità e di mimetizzarsi all'interno delle pieghe del processo produttivo e del tessuto sociale che lo rappresenta. Questo costringe il soggetto ad adattarsi a comportamenti "normali" un tempo totalmente estranei alla cultura dell'illegalità. Il qualunquismo italiano rappresenta la copertura perfetta. Politicamente e socialmente innocuo. Eppure il Nostro non disdegna scenari criminali più classici. La rapina ad alto gradiente militare che organizza insieme ai crudeli ustascia ed ex terroristi disposti a tutto sembra ripetere schemi già visti dal vero (a Milano, qualche anno fa, e più di recente a Roma). E' questa secondo te la nuova frontiera della malavita? La specializzazione militare nelle rapine è dovuta all'insediarsi nel nostro territorio di culture criminali provenienti dall'est europeo. La mafia russa e quella croata, in particolare, hanno assorbito molti ex-appartenenti alle forze speciali dell'esercito e della polizia. In generale la "capacità" mlitare è una caratteristica di tutti gli appartenenti alle bande provenienti dai Balcani, gente che ha espletato il servizio militare per almeno tre anni, e che dunque ha un elevato livello di addestramento con le armi da fuoco. Non bisogna poi scordare poi che gli arsenali dell'est sono da anni in vendita al miglior offerente e per le bande di rapinatori, anche italiane, è ormai estremamente facile reperire armi, lanciarazzi, ed esplosivi. Si tratta indubbiamente di un salto di qualità della malavita, quella comunque legata alla marginalità ed alla vecchia cultura criminale dell' "assalto alla ricchezza". Le grandi organizzazioni stanno gradatamente abbandonando i reati rischiosi e poco remunerativi per dedicarsi ai tre grandi settori di intervento sviluppati dalla globalizzazione: ambiente, salute e alimentazione. Ecco allora che l'azione si sposta nel ventre molle del nord-est. Dove, contrariamente a quanto lasciano intuire i racconti satirici - e tutto sommato sentimentali - di un Aldo Nove o dell'ultimo Mauro Covacich, si respira un'aria greve e inquietante: intrecci segreti di economia, politica e criminalità, poteri occulti. Il nod-est si è trasformato in uno straordinario laboratorio criminale. La commistione tra economia legale e illegale e un uso sistematico dell'evasione fiscale hanno di fatto determinato il boom che caratterizza il territorio. Disseminato di ditte che producono la materia prima che viene poi lavorata nei laboratori clandestini da manodopera in stato di semischiavitù e gestita dalla malavita organizzata. Per non parlare della disinvoltura degli investimenti, come quello di alcuni industriali di Treviso che hanno fornito la copertura economica a un locale di lap dance gestito da una delle tante mafie dell'est, un posto dove, fino a che non è intervenuta la polizia, si praticava manifestamente la prostituzione. Ma il dato veramente allarmante - e affascinante per un autore di noir- è il proliferare di gruppi di professionisti che si consorziano per offrire "servizi" alla nuova malavita, dal riciclaggio, ai finanziamenti, alla copertura fiscale. Un fenomeno nato all'interno dell'economia sommersa e illegale che, col tempo, si è allargato al mondo del crimine, coinvolgendo direttamente quello della politica e delle forze dell'ordine. La corruzione è il meccanismo fondamentale dell'attività di questi consorzi, come dimostrano gli arresti eccellenti compiuti negli ultimi mesi. Il mio sguardo privilegiato sul nord-est nasce da questa analisi e da uno studio approfondito delle trasformazioni socio-economiche. E criminali, ovviamente. |
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