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Chi ha detto che il delitto non paga? Paga eccome se sei tanto abile e
furbo da non farti beccare. E trovi un ambiente, un contesto sociale abbastanza
cinico e ipocrita da barricarsi dietro la cortina delle apparenze e chiudere
gli occhi sui tuoi e i propri vizi. E' la cupa morale dell'ultimo romanzo
di Massimo Carlotto (nella foto di Gigliola Chisté), lucido cronista della
malavita made in Italy e delle sue trasformazioni. La storia ruota attorno
alla figura di un ex terrorista che volta le spalle alla lotta armata
per ricominciare senza più freni e illusioni una sua personale scalata
verso la riabilitazione e il successo. Un percorso costellato di morti,
tradimenti, violenza. Il protagonista è un uomo senza più bandiere che
ha imparato ad uccidere, a simulare, a cogliere al volo le occasioni.
Uscito di prigione si trapianta in una città del Nord-Est e comincia la
sua escalation, prima come spalla di un ex galeotto che controlla giri
di droga e prostituzione dietro la facciata di un night di periferia,
poi mettendosi in proprio come gestore di un ristorante per vip.
Un solo obiettivo in testa: far soldi e recuperare una solida parvenza
di rispettibilità. Ad ogni costo: raggiri, usura, stupri, delitti. La
società che lo circonda non è certo migliore: poliziotti corrotti, cinici
politicanti, affaristi ipocriti. Una discesa nell'inferno dell'Italia
di oggi.
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