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1-
I preparativi del giorno prima: conferenza
stampa e riunione staff |
| 2 - 14/09/02 POMERIGGIO:
Il corteo lungo Monfalcone e le prove |
| 3 - 14/09/02 SERA:
Lo spettacolo |
| 4 - VARIE: foto
dietro le quinte |
14
Settembre 2002 - lo spettacolo |
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Il teatro comunale
di Monfalcone si riempie in brevissimo tempo. Oltre
seicento posti vengono occupati interamente e si
è pure costretti a lasciare un centinaio
di persone fuori... peccato!
Vasco
Mirandola che presenterà
la serata, apre il sipario introducendo i primi ospiti.
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Sul palco ci teneva a portare il suo
saluto. L'aveva detto in conferenza stampa e puntuale l'ha
ribadito in teatro. Monfalcone e i comuni della città
mandamento sono solidali con la lotta dell'Associazione. E'
il messaggio di sostegno che arriva dal sindaco Ds Gianfranco
Pizzolito. |
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Dopo di lui a parlare è
Duilio Castelli. E' un ex operaio
del cantiere, ha fondato l'Associazione. Uno dei pochi superstiti
della sua generazione di operai. Carlotto lo ha definito caparbio,
che per un lottatore come Duilio è l'aggettivo perfetto.
Il suo è un discorso di cuore. Si commuove e ci fa
commuovere. |
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Accanto a lui la storia di un altro
operaio. Viene da Sesto San Giovanni, lavora alla Breda fucine.
Michele Michelino
attende per questi giorni la sentenza della loro battaglia.
Della nostra battaglia. Porta a nome di tutti la solidarietà
per le vittime e l'appoggio al processo contro la Fincantieri. |
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Tiziano
Pizzamiglio del Consorzio Culturale del Monfalconese
ha qualche numero da ricordarci.
Negli ultimi venti anni sono morti duemila tra operai e
loro familiari. Perché la polvere d'amianto se
la ritrovavano dappertutto, perfino a casa. Esponendo al rischio
anche mogli e figli.
E poi ci ha rinnovato l'appuntamento fino al 2030.
Per molti anni ancora si stima che la gente continuerà
a morire di patologie correlate all'amianto. Ci saranno altri
28 spettacoli da preparare. Intanto chiediamo che il 14 Settembre
diventi la giornata nazionale per le vittime dell'Amianto. |
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Dopodiché, con Stefano
Tassinari lo spettacolo entra nel vivo. Il
suo monologo va dritto allo stomaco. E' stato scritto dopo
l'11 settembre, è lucido e sincero. Parla dell'America,
dei morti delle Twin Towers, senza retorica, e arriva fino
a Che Guevara: bello anche da morto. |
| Sul palco sale Maurizio
Camardi che introduce la musica in sala eseguendo
alcuni brani tratti dai sui Cd "La
frontiera scomparsa" e "Nostra
patria è il mondo intero". |
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| Subito dopo è la
volta di Lucia Vasini,
attrice, che porta in scena un monologo surreale su un carico
di spazzatura che vaga per il mondo, finendo per ritorcesi
contro uno strampalato capitano. Sul palco ha una presenza
grintosa, come testimoniano le foto qui sotto. |
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| Arriva uno dei momenti
più toccanti dello spettacolo. E' il turno del quartetto
di ferro dell'organizzazione, che porta l'atmosfera alla giusta
intensità: Carlotto,
Camardi, Contarini e
Gianco recitano un pezzo inedito sull'amianto,
scritto da Carlotto, duro e bello. A chiudere la performance
"Il fiume Po'" cantata da Gianco. |
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| Ancora un pezzo di teatro
e letteratura insieme, con Renato
Sarti e Gianfranco
Manfredi che portano all'attenzione della
platea frammenti di memoria storica antifascista. Su tutto
alcune storie di torture e deportazione, dalla risiera di
san Sabba al castello delle urla strazianti. |
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| Senza un solo attimo
di pausa, è la volta di Gino
Paoli. "Sono qui perché sono nato
a Monfalcone, e tutto ciò che tocca Monfalcone riguarda
anche me." E' l'unica frase che dice, e che non ha bisogno
di commenti. Poi si esibisce in successi vecchi e nuovi del
suo repertorio. |
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| Testi e foto:
Andrea Melis e Enrico Corona |